Il cibo sicuro è un diritto di tutti. Garantire questa sicurezza è quindi il dovere di ogni persona che lavora a contatto con gli alimenti. Le disposizioni legislative europee si riferiscono a chiunque possiede, gestisce o lavora in un’azienda alimentare, comprese le attività di produzione di materie prime alimentari.

Il principale obiettivo di queste normative è ovviamente quello di proteggere la salute umana. Tali regole perciò, richiedono a tutte le attività aventi come oggetto gli alimenti di operare in modo igienico.

Il potere della relazione nel processo di cura è uno degli assunti principali su cui si basa la spinta attuale verso un modo più umanizzante di prendersi cura dei pazienti anziani, insieme alla consapevolezza che il paziente è inserito in un sistema più ampio di relazioni che vanno preservate e coltivate come ausili terapeutici veri e propri. Obiettivo del presente corso è quello di promuovere una riflessione sul benessere del sistema di cura che trascenda la semplice relazione tra operatore e malattia del paziente, per giungere ad una prospettiva di cura umanizzata che riesca a prendere in carico non solo la patologia, ma anche le persone e le relazioni che da essa sono afflitte.

- Approfondire il concetto di umanizzazione delle cure cercando di calarlo il più possibile, anche con esempi pratici, nella quotidianità della vita di reparto;

- Promuovere una cultura dell’umanizzazione che trascenda il semplice rapporto operatore-paziente ma che punti al miglioramento del benessere di tutto il sistema di cura;

- Fornire alcune indicazioni teoriche e pratiche sull’utilizzo dell’ascolto attivo e dell’empatia sul luogo di lavoro;

- Fornire alcune idee sulla comunicazione verbale e non verbale e il suo utilizzo efficace nelle relazioni con pazienti, familiari e colleghi;

- Fornire alcune idee su modalità efficaci di gestione dei conflitti;

La tutela della salute e della sicurezza sul lavoro rappresenta una assoluta priorità per l’Italia, che con l’approvazione definitiva nel luglio 2009 del decreto “correttivo” (D.lgs. 3 agosto 2009, n. 106) al Testo unico n. 81/2008, ha completato il disegno di riforma iniziato nel 2007, equiparando l’Italia agli standard normativi internazionali ed europei.   In tal modo, il nostro Paese si è dotato di una legislazione moderna e uniforme sul territorio nazionale, elemento essenziale per perseguire l’obiettivo posto dall’Unione Europea di ridurre del 25% gli infortuni sul lavoro entro il 2012.
Tale obiettivo, pur essendo ambizioso, assume una grande importanza, non solo per i costi sociali che il fenomeno infortunistico produce (oltre 45 miliardi di euro all’anno nel 2005  secondo i dati INAIL, pari al 3,21% del PIL), ma principalmente per la sua dimensione sociale ed umana, in quanto tali costi costituiscono il riflesso materiale di beni inestimabili quali la vita e la salute dei lavoratori.   La strategia di prevenzione promossa dal Ministero privilegia, nel rinnovato contesto normativo, non più un approccio sanzionatorio e repressivo ma l’adozione di misure condivise tra Amministrazioni e parti sociali, volte a promuovere la prevenzione e la sicurezza sul lavoro attraverso la formazione e l’informazione, la qualificazione delle imprese e la semplificazione degli adempimenti burocratici.  L’efficacia del sistema di prevenzione, infatti, passa inevitabilmente per una effettiva collaborazione tra lavoratori e aziende, in un contesto di competenze precisamente definite delle Amministrazioni pubbliche.   Perché il “sistema” funzioni è fondamentale che lavoratori e datori di lavoro siano a conoscenza e rispettino i loro diritti e doveri, in un ciclo continuo: 
 
• i lavoratori devono essere consapevoli di avere il diritto irrinunciabile ad un luogo di lavoro rispettoso delle norme, ma anche il dovere di partecipare attivamente alla formazione, di utilizzare i dispositivi di sicurezza e di seguire tutte le norme dettate dal datore di lavoro. Il lavoratore ha poi il dovere di segnalare al datore di lavoro, specie tramite il Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS), eventuali carenze del sistema o miglioramenti apportabili ad esso;  

• il datore di lavoro ha il dovere di considerare la salute e la sicurezza del lavoratore importante quanto la produzione, di valutare il rischio e prevenirlo con soggetti e strutture di supporto: Medico Competente e Servizio di Prevenzione e Protezione.

Deve, conseguentemente alle attività di valutazione dei rischi da lavoro, attuare le misure di prevenzione degli infortuni previste dalla Legge, senza eccezioni o ritardi.