La prevalenza dei disturbi psichiatrici nella popolazione con Disabilità Intellettiva (DI) varia considerevolmente nei diversi studi epidemiologici, tuttavia rimane sempre molto più alta di quella della popolazione generale. Le principali cause della fluttuazione delle stime della letteratura sono le stesse che rendono difficile la diagnosi nella pratica clinica quotidiana e riguardano l'ombratura esercitata dalle caratteristiche della DI, il mascheramento psico-sociale, la presentazione atipica della sintomatologia, l’inapplicabilità dei criteri diagnostici per la popolazione generale, la dubbia attendibilità delle fonti d’informazione e la carenza di strumenti di valutazione psichiatrica con buone proprietà psicometriche. Una metodologia di valutazione corretta e, in particolare, l’impiego di strumenti psicodiagnostici validi rappresentano riferimenti inevitabili per un’efficace definizione dei frequenti problemi di salute mentale delle persone con DI e per l’attuazione di interventi efficaci.
Durante il corso saranno fornite informazioni sull’intero iter diagnostico psichiatrico e sulle problematiche inerenti la valutazione dei disturbi psichici e comportamentali delle persone con DSI. Saranno presentati esempi dei criteri diagnostici contenuti nei sistemi classificatori specifici per la DI, con riflessioni sulla loro effettiva applicabilità. Verranno descritti gli equivalenti sintomatologici comportamentali delle principali sindromi psichiatriche. Particolare attenzione sarà posta sugli strumenti psicodiagnostici nazionali e internazionali attualmente disponibili, che, con costante riferimento alla letteratura scientifica, saranno passati in rassegna, evidenziandone limiti e qualità. Infine, saranno presentati due casi clinici esemplificativi della procedura di valutazione psichiatrica strumentale.

La prevalenza dei disturbi psichiatrici nella popolazione con Disabilità Intellettiva (DI) varia considerevolmente nei diversi studi epidemiologici, tuttavia rimane sempre molto più alta di quella della popolazione generale. Le principali cause della fluttuazione delle stime della letteratura sono le stesse che rendono difficile la diagnosi nella pratica clinica quotidiana e riguardano l'ombratura esercitata dalle caratteristiche della DI, il mascheramento psico-sociale, la presentazione atipica della sintomatologia, l’inapplicabilità dei criteri diagnostici per la popolazione generale, la dubbia attendibilità delle fonti d’informazione e la carenza di strumenti di valutazione psichiatrica con buone proprietà psicometriche.

Una metodologia di valutazione corretta e, in particolare, l’impiego di strumenti psicodiagnostici validi rappresentano riferimenti inevitabili per un’efficace definizione dei frequenti problemi di salute mentale delle persone con DI e per l’attuazione di interventi efficaci.

La sincope è una sindrome tipica dell’età geriatrica la cui prevalenza aumenta con l’età e che, anche quando riconosce cause benigne, soprattutto in età avanzata, può essere responsabile di una significativa morbilità secondaria agli esiti delle cadute. Nel paziente anziano, se non viene eseguita una valutazione diagnostica approfondita, in circa il 50 % dei casi la sincope rimane di natura indeterminata.

Molto diffusa risulta essere la prassi clinica di sottoporre i pazienti con perdita di coscienza transitoria a numerosi esami (Ecodoppler dei vasi del collo, TAC, RM cerebrale, …), anche se tale approccio risulta essere inappropriato, con scarso potere diagnostico e costo elevato. Un approccio guidato dalle linee guida aumenta l’appropriatezza della scelta degli esami e permette di ottenere un maggior numero di diagnosi conclusive.

La sincope rappresenta un problema frequente che impegna a fondo le nostre strutture sanitarie, l’approfondimento culturale di un’adeguata strategia diagnostico-terapeutica costituisce una priorità ed una sfida sotto il profilo clinico, organizzativo ed economico.

Il tema della salute e sicurezza per i lavoratori, gli ospiti e i visitatori ha un’importante valenza non solo perché è un obbligo di legge, ma per l’immagine e la qualità del servizio che viene erogato. Gli aspetti da considerare e da trattare per una corretta valutazione e contenimento dei rischi sono legati a comportamenti da tenere da parte del personale e degli ospiti. Gli ultimi sviluppi delle scienze psicologiche, della mindfulness e delle scienze cognitivo-comportamentali ci consentono oggi di attingere a metodologie e strategie che consentono di affrontare le difficoltà quotidiane e i nostri “disagi” (stress, tristezza, ecc.) in un modo più appassionante ed efficace. Il corso discute gli elementi informativi e concreti più funzionali e sviluppa un percorso esperienziale che accompagna il partecipante a praticare le strategie e le tecniche utili per cercare le proprie dimensioni del benessere, lavorando tramite attività individuali (fisiche, emozionali, cognitive).

Il potere della relazione nel processo di cura è uno degli assunti principali su cui si basa la spinta attuale verso un modo più umanizzante di prendersi cura dei pazienti anziani, insieme alla consapevolezza che il paziente è inserito in un sistema più ampio di relazioni che vanno preservate e coltivate come ausili terapeutici veri e propri. Obiettivo del presente corso è quello di promuovere una riflessione sul benessere del sistema di cura che trascenda la semplice relazione tra operatore e malattia del paziente, per giungere ad una prospettiva di cura umanizzata che riesca a prendere in carico non solo la patologia, ma anche le persone e le relazioni che da essa sono afflitte.

- Approfondire il concetto di umanizzazione delle cure cercando di calarlo il più possibile, anche con esempi pratici, nella quotidianità della vita di reparto;

- Promuovere una cultura dell’umanizzazione che trascenda il semplice rapporto operatore-paziente ma che punti al miglioramento del benessere di tutto il sistema di cura;

- Fornire alcune indicazioni teoriche e pratiche sull’utilizzo dell’ascolto attivo e dell’empatia sul luogo di lavoro;

- Fornire alcune idee sulla comunicazione verbale e non verbale e il suo utilizzo efficace nelle relazioni con pazienti, familiari e colleghi;

- Fornire alcune idee su modalità efficaci di gestione dei conflitti;

Il progetto formativo viene incontro alla situazione emergenziale dovuta alla pandemia COVID-19, si basa su 2 sezioni principali:
1 - Come avviene il contagio , come proteggersi;
2 - La gestione psicologica .
Risulta importante divulgare informazioni corrette e chiare agli operatori di contatto affinché svolgano il loro ruolo in modo efficace e senza rischi di contagio.
Altresì è fondamentale offrire una lettura psicologica dello stato di disagio degli operatori offrendo possibili supporti e strumenti per poter gestire questa fase particolarmente critica.

Il Responsabilie Scientifico del corso è la dr.ssa Virginia Basiricò, esperta del tema con esperienza più che decennale nella consulenza ad organizzazioni per l'applicazione di modelli organizzativi conformi alle norme in materia di Privacy, Responsabilità amministrativa e responsabilità sociale.